Sinistre
| 02 July 2010
Roma, 1° Luglio
Piazza Navona contro la Legge bavaglio
Presenti diverse migliaia di persone, ma Piazza Navona non si è riempita come forse prevedevano gli organizzatori.
L'intento della Federazione della stampa (FNSI) era di dire no ad un ddl del governo Berlusconi teso ad inasprire ancora di più le condizioni per la libertà di stampa e d'informazione. Migliaia di persone indignate hanno risposto all'appello a Roma ed in altre città.
Ma la realizzazione della giornata di protesta ha ancor più messo in luce contenuti e metodi dei promotori che non condividiamo affatto e che vogliamo denunciare: riteniamo siano di ostacolo alla possibilità di una informazione migliore, più utile, plurale e libera.
Dal palco di Roma si sono susseguiti interventi di segno completamente opposto e tra loro non conciliabili. Le coerenti e coinvolgenti denunce contro i crimini della polizia di Patrizia Moretti (madre di Aldro) ed Ilaria Cucchi, giustamente applaudite, sono state seguite senza soluzione di continuità dall'intervento dei sindacati di Polizia, altrettanto applaudito. O ancora, la denuncia puntuale degli abitanti de L'Aquila contro le prepotenze e la corruzione del gioverno Berlusconi è stata bellamente integrata da ipocriti appelli alle forze di governo, dalla Lega a Fini, perchè si oppongano alla legge bavaglio. Non casualmente, la manifestazione è stata aperta dal lugubre inno di Mameli, concepito come motivo italiota unificante di ogni differenza.
La Comune era presente a Piazza Navona rivendicando la libertà di espressione e di critica anche verso gli organizzatori. Anzitutto sui contenuti, “liberiamo l'informazione”, partendo dal principio della totale libertà di stampa e di espressione contro qualunque tipo di censura e di bavaglio, anche contro quelli già agenti nell'attuale sistema dell'informazione, tanto con il monopolio di Berlusconi quanto con gli altri monopoli che si dicono antiberlusconiani.
Denunciamo con chiarezza i metodi censori propri anche degli organizzatori: a Milano, come si spiega nel nostro comunicato stampa “Bavagli di governo e bavaglini della presunta opposizione” (qui sotto riportato) è stata chiamata la polizia per allontare la presenza di uno stand de La Comune, ritenuta una voce scomoda. Non c'è che dire, una vergognosa prova di “libertà” di stampa, contro uno dei pochissimi giornali totalmente autofinanziati ed indipendenti dallo Stato e dagli altri potentati. Un'ulteriore conferma che essere contro la Legge bavaglio non significa necessariamente essere per la piena ed insindacabile libertà di stampa e di espressione. La Comune è stata impegnata nelle piazze in un'opera di dialogo e chiarificazione su proposte e contenuti volti ad affermare la libertà di espressione ed anche di critica sempre ed ovunque, per tutti: ciò ci ha permesso di incontrare e condividere queste esigenze con molte persone, di diffondere oltre mille copie de La Comune, di realizzare un momento di discussione assembleare in Piazza Navona per discutere insieme dell'impegno e della lotta per liberare l'informazione e come proseguirli, fuori dal sistema della politica e della sua informazione, che ha molteplici bavagli nel suo codice genetico.
2 luglio, ore 13













150 con il
