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iniziativa permanente per Antonio Pasquale Pedace
accusato di umanità

In duecento a Siracusa,
solidali con chi è solidale


Siracusa, 14 luglio. Il presidio lanciato da Socialismo rivoluzionario è stato senz’altro un successo. Nel caldo pomeriggio del centro cittadino in molti tra i passanti ricordano la vicenda di Pasquale Antonio Pedace e in tanti sanno chi è padre Carlo D’Antoni. Per tutti la novità è ritrovarli insieme a più di duecento persone in vista dell’udienza di venerdì 16 luglio in cui Antonio dovrà rispondere delle accuse infondate di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale per i fatti dell’agosto 2008 (sui quali rimandiamo ad altre pagine del sito). Si sono riunite varie voci della solidarietà e dell’antirazzismo in modo inedito e promettente. La piazza del Tempio di Apollo ha davvero cambiato volto. Allestita con vari striscioni: quello di Sr che dall’estate 2008 invita alla “solidarietà con Antonio Pedace accusato di umanità”, quello de La Comune “liberiamo l’informazione” e quello dipinto sul momento dai giovani protagonisti dei Comitati Solidali e Antirazzisti palermitani, “solidali con chi è solidale”, che in questi giorni hanno battuto le coste e le cittadine della Sicilia orientale per dialogare con turisti, autoctoni e immigrati sul valore della solidarietà umana per battere il razzismo, notevole esempio dell’Estate Solidale che i CSA stanno svolgendo e di cui è parte la delegazione dei CSA di Roma, dove Antonio vive, venuta a Siracusa per l’occasione.


Tanti fratelli immigrati, venuti con Padre Carlo D’Antoni dalla comunità di Bosco Minniti, hanno detto col sorriso negli occhi dell’importanza di questa giornata, certamente per solidarizzare con Antonio e con Padre Carlo e per avvalorare ciò a cui rimanda: la possibilità di rompere un contesto di indifferenza e diffidenza, di razzismo più o meno mascherato, la possibilità di essere insieme nell’isola degli sbarchi e dei respingimenti, di sentirsi quindi tutti più sicuri e meno soli nonostante i gravi attacchi delle forze dell’ordine e della magistratura.
Dopo l’ormai consueta foto dell’inviato della Gazzetta del Sud (che ringraziamo per la costanza con cui segue il caso di Antonio), prima di terminare la manifestazione Padre Carlo ha tenuto a ribadire dal megafono: “si sappia che io e la mia comunità siamo con Antonio e con tutte le persone che lavorano per cose giuste, non saranno dimenticati”; Alfonso Di Stefano della rete catanese ha promesso che l’antirazzismo non va in ferie e Michele Santamaria ha quindi ribadito l’impegno permanente di Socialismo rivoluzionario e ringraziato tutti i partecipanti, per i quali Carlo ha proposto un simpatico auto-applauso. Ed è allora esplosa la passione ideale che ci anima quando Beppe ha lanciato, seguito da tutti in coro:
“c’è una sola identità, è la nostra umanità”.

 

 

Solidarietà con Antonio

- appello -

 Antonio Pasquale Pedace, redattore de La Comune e dirigente nazionale di Socialismo rivoluzionario, il 24 agosto 2008 a Siracusa ha assistito casualmente a un’operazione di polizia ed ha invitato verbalmente gli agenti a trattare da esseri umani dei ragazzi eritrei. È stato arrestato ed è sotto processo con le accuse infondate di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Nel frattempo la stessa procura di Siracusa ha sottoposto agli arresti domiciliari nel marzo scorso Padre Carlo D’Antoni “colpevole” di aver accolto nella comunità di Bosco Minniti tanti immigrati. La solidarietà è dunque sotto processo. Difendiamo chi è solidale. In occasione dell’udienza del 16 luglio, in cui Antonio verrà sentito, manifestiamo ancora in tutto il Paese!


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