Libano, muore leader sciita
informazione, pregiudizi e veti
La morte dell’Ayatollah Fadlallah leader spirituale degli sciiti a Beirut il 4 luglio scorso ha prodotto un terremoto nella CNN e il licenziamento di una delle più note anchor-woman della emittente, Octavia Nasr. La Nasr commentando su Twitter la morte dell’autorevole esponente sciita aveva scritto “uno dei
giganti degli Hezbollah che io rispetto”. Ciò ha prodotto una immediata reazione della lobby filo-israeliana che si nasconde dietro Honest Reporting, organizzazione impegnata a “difendere Israele contro il pregiudizio sulla informazione”. L’immediato licenziamento della giornalista della Cnn (che da venti anni copriva le notizie dal Medio Oriente) mette in luce non solo la codardia della emittente – che l’ha allontanata malgrado le correzioni a cui l’ha costretta – ma il peso che ha sulla stampa democratica americana il controllo delle lobby filo-sioniste. Non importa se la stessa Nasr ha commesso un errore nel collegare Fadlallah con gli Hezbollah. Era infatti proprio la sua autonomia dalla organizzazione sciita a segnare l’autorevolezza delle numerose fatwe che di sovente andavano in senso opposto alla dottrina di Hezbollah: a proposito dei diritti delle donne contro i maschi violenti o sulla laicizzazione della società libanese, ma anche nella presa di distanze dal terrorismo. La Cnn è corsa immediatamente ai ripari “dimenticandosi”, nella ricostruzione della vita dell’esponente religioso, che nel 1985 gli americani utilizzarono denaro saudita e i “servizi” israeliani e falangisti libanesi per assassinarlo con una autobomba che massacrò invece 80 civili innocenti. D’altro canto Honest Reporting se la prende anche con l’ambasciatrice inglese in Libano perché nel suo blog ha sottolineato l’autorevolezza dell’Ayatollah. Secondo Honest Reporting il governo londinese farebbe bene a richiamare la sua rappresentante; nulla però dice di tutt’altro coinvolgimento britannico e cioè dei passaporti inglesi utilizzati dai killer del Mossad per assassinare a Dubai l’esponente di Hamas, Mahmoud Al-Mabhouh, omicidio ordinato direttamente da Benjamin Netanyahu come ha sostenuto la stessa stampa londinese. Di tutto ciò la Cnn non ha detto nulla. Sono bastate invece poco meno di dieci parole su Twitter per scatenare la ritorsione censoria di Honest Reporting chiarendo così quanto libera sia la stampa democratica americana, almeno a proposito di Medio Oriente.












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