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sono passati quattro giorni dalla strage di volontari della Freedom flotilla: il rovesciamento della realtà lavora a pieno ritmo mentre Israele continua a uccidere in Palestina: intanto la nave di volontari "Rachel Corrie" si avvicina a Gaza.

il silenzio sui crimini di Israele

Il rovesciamento della realtà e della verità è ogni giorno sotto i nostri occhi. Israele continua a sostenere che i propri soldati sono stati aggrediti dai volontari e solidali nella Mavi Marmara, accusando l’intero mondo della solidarietà di complottare contro la sua esistenza e la propria sicurezza, di appoggiare i terroristi perché, come ha dichiarato Netanyahu, «la rimozione del blocco a Gaza significherebbe consegnarla nelle mani dell’Iran». Le notizie da Israele sono filtrate dal governo e dai servizi di sicurezza israeliani e non è ancora chiaro quale sia l’effettivo numero delle vittime, dei feriti e delle persone ancora detenute nelle carceri. Emergono dai rilasciati i raccapriccianti racconti dell’attacco e della successiva detenzione, con maltrattamenti e percosse anche su persone anziane. Di diciannove morti almeno quattro sono stati uccisi con un colpo alla testa (come riferisce la agenzia di stampa palestinese Maana News) ed alcuni “corpi inermi gettati in mare dai soldati”. Ma di queste accuse Israele ha già dichiarato che si tratta di “falsità” della propaganda “terrorista”. La nave irlandese che porta il nome della volontaria e pacifista Rachel Corrie è  stata nelle ultime ore isolata dalle comunicazioni radio ed Israele ha fatto sapere che provvederà al blocco dell’imbarcazione: considera in atteggiamento aggressivo una nave che ha un carico di materiale da costruzione e di altri prodotti e beni per la popolazione di Gaza.
Durante questi giorni convulsi dopo l’ennesimo atto terroristico di Israele, sono stati uccisi almeno 5 palestinesi nelle incursioni che proseguono senza sosta nella Striscia di Gaza e  anche in Cisgiordania.

venerdì, 4 giugno ore 17


 

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Dopo l'aggressione terrorista di Stato da parte d'Israele e la strage di volontari della Freedom Flotilla al largo di Gaza, la "comunità internazionale" degli Stati svela la sua complicità.

criminale tra i criminali

La reazione israeliana al voto che stabilisce l’invio di una commissione di inchiesta sull’attacco alla Freedom Flotilla non si è fatta attendere. Non è la prima volta infatti che di fronte ai crimini di Israele, all’occupazione, alla patente e continua aggressione alla vita del popolo palestinese, l’Onu mette in atto la ridicola pantomima del Consiglio di sicurezza e delle commissioni a Ginevra. Risoluzioni e condanne che cadono nel vuoto o che sono un vero equilibrismo verbale pur di non dire ciò che è palese. Si legge quindi che la commissione dovrà investigare su “chi è stato ad usare per primo la forza e quanto l’esercito israeliano ha contenuto l’uso della forza una volta iniziati gli scontri”. Ma ciò è sufficiente ad Israele per vagheggiare l’accusa di antisemitismo contro tutti coloro – non certo i governi e gli Stati – che sono schierati contro l’ennesimo crimine dell’ uccidibilità israeliana ed in difesa della vita del popolo palestinese e della solidarietà umana. Israele accusa di ipocrisia altri Stati: lo sono ipocriti ma non di certo perché li accusa Israele. Sia l’Italia, l’Olanda e Usa con il loro voto contrario, ma anche i paesi democratici che si sono astenuti e che ha votato a favore. Sono complici ed ipocriti e svelano ancora una volta su cosa si fonda la decennale impunità israeliana, fatta di medesime complicità degli Stati che hanno permesso la carneficina di Piombo Fuso diciotto mesi fa. Sono gli Usa di Barak Obama alla testa i responsabili di crimini contro altri esseri umani in Afganistan e Iraq ed ai confini con il Messico. Complice è la Turchia che si erge a paladina dei palestinesi mentre massacra i curdi ed è responsabile del genocidio del popolo armeno. Lo è il governo italiano che cinicamente condanna a morte i nostri fratelli nei mari. Non sono certo le assisi statali delle Nazioni Unite a ristabilire l’autenticità umana di chi ha colpe e di chi è il criminale tra i criminali.

giovedì, 3 giugno ore 17.20

 

 

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Contro l’escalation del terrorismo di Stato israeliano!
Solidarietà col popolo palestinese!
Rompere l’assedio di Gaza!
Giù le mani dai volontari e dalla solidarietà!

Nella notte del 30 maggio forze della marina militare israeliana hanno attaccato le navi della Freedom flotilla a 60 km dalla costa di Gaza uccidendo 19 o forse più volontari e ferendone molti altri. Le navi portavano aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia, cioè tonnellate di cibo, acqua, medicinali, generatori elettrici ed altro, frutto di una mobilitazione solidale  internazionale. In esse viaggiavano oltre 750 volontari e persone impegnate nella solidarietà provenienti da diversi paesi; persone che hanno affrontato questo viaggio per sostenere la popolazione palestinese sottoposta a Gaza ad un vero e proprio assedio, con privazioni che hanno già mietuto decine di vittime nella popolazione tra cui numerosi bambini, malati, anziani bisognosi di cure.

Dopo l’operazione “Piombo fuso” di diciotto mesi fa – in cui l’esercito israeliano ha ucciso centinaia di palestinesi a Gaza e fatto migliaia di feriti – la situazione è ulteriormente peggiorata a causa dell’embargo che strangola quotidianamente la popolazione palestinese e che ha reso così la Striscia di Gaza un immenso campo di concentramento.

L’intervento di Israele contro la Freedom flotilla, che ha visto l’impiego di forze speciali ed elicotteri, viene presentato dalla propaganda sionista come un’azione legittima o come “uno scontro militare”. Si tratta invece di un  atto criminale e terrorista da parte dello Stato di Israele contro persone impegnate nella solidarietà. Lo Stato di Israele dimostra così ancora una volta la sua barbara logica di sterminio della popolazione palestinese e ribadisce la propria volontà di continuare a tutti i costi a tenere in  prigionia la Striscia di Gaza. Gli ultimi avvenimenti hanno un chiaro significato: lo Stato di Israele teme il popolo palestinese e combatte la sua resistenza con la violenza bellica quotidiana. Con questa azione militare contro la solidarietà internazionale siamo di fronte ad una escalation del terrorismo dello Stato sionista.

Un’azione così barbara ed eclatante da parte di Israele è possibile perché Tel Aviv ha goduto e gode tuttora dell’appoggio, della complicità e della comprensione degli Stati democratici e dell’ONU. Per decenni ha consumato le sue aggressioni al popolo palestinese godendo dell’impunità, salvo retoriche quanto inutili deplorazioni e appelli alla moderazione da parte della politica e della diplomazia. Anche in queste ore il terrorismo di Stato contro volontari inermi viene presentato come una “legittima rappresaglia”; navi cariche di aiuti vengono quindi considerate come una provocazione, i volontari sono uccisi e arrestati, mentre l’ONU deplora tutto ciò come un “uso eccessivo della forza”. Questo scenario è già conosciuto e collaudato: i crimini di Israele sono possibili ancora una volta perché godono della copertura della politica internazionale degli Stati democratici e dei loro protagonisti, anche italiani. Dagli Stati, dall’ONU e dalla politica non è venuto e non verrà niente di buono né per il popolo palestinese né  per la solidarietà umana, per chi cioè vuole essere al fianco del popolo palestinese ed aiutarlo concretamente.

Oggi più che mai Socialismo rivoluzionario è a fianco del popolo palestinese e soprattutto alla popolazione di Gaza, a tutti i volontari e le persone impegnate nella solidarietà. La strada che scegliamo è quella della solidarietà umana per la difesa della vita del popolo palestinese, perciò estranea e opposta ai giochi meschini  e mortiferi della politica e all’uccidibilità degli Stati che continuano a colpire le persone o a coprire gli assassini. La strada è quella di un principio di comune umanità che affratella chi resiste in Palestina e chi si impegna nella solidarietà con il popolo palestinese così come tutti coloro che si impegnano contro ogni razzismo e discriminazione.

Di fronte alla gravità della situazione e all’urgenza della solidarietà, ci appelliamo a tutte le forze politiche, sociali, sindacali, dell’associazionismo, del volontariato, del pacifismo solidali col popolo palestinese, a tutte le persone di ogni credo religioso ad unirsi nelle iniziative e nella preparazione di una manifestazione nazionale a fianco del popolo palestinese, per porre  fine all’embargo e all’assedio criminale contro la Striscia di Gaza, per difendere la solidarietà e i volontari impegnati.

31 maggio 2010, ore 14

 

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CRIMINALE AGGRESSIONE ISRAELIANA
STRAGE DI VOLONTARI  AL LARGO DI GAZA

Questa notte un criminale attacco è stato sferrato dalla Marina dell’esercito israeliano contro la freedom flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza. L’aggressione è gravissima sotto tutti gli aspetti: è un massacro, avendo causato forse venti e più vittime. È l’attacco efferato delle forze armate dello Stato sionista contro un gruppo di volontari intenti in una azione umanitaria. È un atto di criminale terrorismo di Stato da parte di Israele.
L’imbarcazione aggredita è parte del “free Gaza movement”, una iniziativa di solidarietà che raccoglie diverse imbarcazioni e oltre 700 volontari di quaranta nazionalità e di differenti credo politici e religiosi, in questo momento sequestrati dall’esercito israeliano.
La spedizione aveva l’obbiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza (tra cui alimenti, medicinali, generatori elettrici ecc) infrangendo il blocco con cui Israele – nel silenzio e con la complicità del consesso degli Stati democratici – da oltre tre anni tiene in un enorme campo di concentramento circa un milione e mezzo di persone nella Striscia di Gaza. Ricordiamo che soltanto 18 mesi fa Israele, con una aggressione militare alla popolazione di Gaza nota come “piombo fuso” aveva provocato centinaia di vittime innocenti.
Con questa ennesima aggressione Israele, Stato democratico che gode tuttora della massima impunità, complicità e copertura da parte degli Stati democratici su scala internazionale, riafferma la logica di sterminio che lo muove nei confronti del popolo palestinese in una escalation terrorista senza freni.
Nell’esprimere la più netta condanna di questa inaudita azione criminale, chiamiamo alla massima solidarietà verso tutti i volontari così duramente colpiti rilanciando il nostro storico impegno al fianco del popolo palestinese per difenderne il diritto alla vita quotidianamente attaccato, sentendoci specialmente vicini alla popolazione di Gaza.
Appoggiamo, partecipiamo, diamo vita a presidi, volantinaggi, proteste ovunque sia possibile. Invitiamo tutti, ed in particolare coloro che hanno caro il valore della solidarietà umana, a schierarsi e a partecipare al fianco dei volontari colpiti e della popolazione palestinese.
31 maggio ore 12.00


 

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Milano, 22 e 23 maggio
via Padova, contraddizioni e solidarietà

Via Padova, secondo il sindaco Moratti la via delle violenze e del degrado, ha visto crescere una festa organizzata da una trentina di associazioni culturali e non solo, dove spiccavano per impegno quelle legate alla scuola del Parco Trotter e gli attivisti di Emergency. Questo evento veniva preceduto da un corteo, circa un mese fa, partecipato da un migliaio di persone con uno striscione d’apertura che chiamava alla solidarietà e all’accoglienza. La

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