socialismo rivoluzionario
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31 May 2010
Contro l’escalation del terrorismo di Stato israeliano!
Solidarietà col popolo palestinese!
Rompere l’assedio di Gaza!
Giù le mani dai volontari e dalla solidarietà!
Nella notte del 30 maggio forze della marina militare israeliana hanno attaccato le navi della Freedom flotilla a 60 km dalla costa di Gaza uccidendo 19 o forse più volontari e ferendone molti altri. Le navi portavano aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia, cioè tonnellate di cibo, acqua, medicinali, generatori elettrici ed altro, frutto di una mobilitazione solidale internazionale. In esse viaggiavano oltre 750 volontari e persone impegnate nella solidarietà provenienti da diversi paesi; persone che hanno affrontato questo viaggio per sostenere la popolazione palestinese sottoposta a Gaza ad un vero e proprio assedio, con privazioni che hanno già mietuto decine di vittime nella popolazione tra cui numerosi bambini, malati, anziani bisognosi di cure.
Dopo l’operazione “Piombo fuso” di diciotto mesi fa – in cui l’esercito israeliano ha ucciso centinaia di palestinesi a Gaza e fatto migliaia di feriti – la situazione è ulteriormente peggiorata a causa dell’embargo che strangola quotidianamente la popolazione palestinese e che ha reso così la Striscia di Gaza un immenso campo di concentramento.
L’intervento di Israele contro la Freedom flotilla, che ha visto l’impiego di forze speciali ed elicotteri, viene presentato dalla propaganda sionista come un’azione legittima o come “uno scontro militare”. Si tratta invece di un atto criminale e terrorista da parte dello Stato di Israele contro persone impegnate nella solidarietà. Lo Stato di Israele dimostra così ancora una volta la sua barbara logica di sterminio della popolazione palestinese e ribadisce la propria volontà di continuare a tutti i costi a tenere in prigionia la Striscia di Gaza. Gli ultimi avvenimenti hanno un chiaro significato: lo Stato di Israele teme il popolo palestinese e combatte la sua resistenza con la violenza bellica quotidiana. Con questa azione militare contro la solidarietà internazionale siamo di fronte ad una escalation del terrorismo dello Stato sionista.
Un’azione così barbara ed eclatante da parte di Israele è possibile perché Tel Aviv ha goduto e gode tuttora dell’appoggio, della complicità e della comprensione degli Stati democratici e dell’ONU. Per decenni ha consumato le sue aggressioni al popolo palestinese godendo dell’impunità, salvo retoriche quanto inutili deplorazioni e appelli alla moderazione da parte della politica e della diplomazia. Anche in queste ore il terrorismo di Stato contro volontari inermi viene presentato come una “legittima rappresaglia”; navi cariche di aiuti vengono quindi considerate come una provocazione, i volontari sono uccisi e arrestati, mentre l’ONU deplora tutto ciò come un “uso eccessivo della forza”. Questo scenario è già conosciuto e collaudato: i crimini di Israele sono possibili ancora una volta perché godono della copertura della politica internazionale degli Stati democratici e dei loro protagonisti, anche italiani. Dagli Stati, dall’ONU e dalla politica non è venuto e non verrà niente di buono né per il popolo palestinese né per la solidarietà umana, per chi cioè vuole essere al fianco del popolo palestinese ed aiutarlo concretamente.
Oggi più che mai Socialismo rivoluzionario è a fianco del popolo palestinese e soprattutto alla popolazione di Gaza, a tutti i volontari e le persone impegnate nella solidarietà. La strada che scegliamo è quella della solidarietà umana per la difesa della vita del popolo palestinese, perciò estranea e opposta ai giochi meschini e mortiferi della politica e all’uccidibilità degli Stati che continuano a colpire le persone o a coprire gli assassini. La strada è quella di un principio di comune umanità che affratella chi resiste in Palestina e chi si impegna nella solidarietà con il popolo palestinese così come tutti coloro che si impegnano contro ogni razzismo e discriminazione.
Di fronte alla gravità della situazione e all’urgenza della solidarietà, ci appelliamo a tutte le forze politiche, sociali, sindacali, dell’associazionismo, del volontariato, del pacifismo solidali col popolo palestinese, a tutte le persone di ogni credo religioso ad unirsi nelle iniziative e nella preparazione di una manifestazione nazionale a fianco del popolo palestinese, per porre fine all’embargo e all’assedio criminale contro la Striscia di Gaza, per difendere la solidarietà e i volontari impegnati.
31 maggio 2010, ore 14