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Solidarietà con la lotta degli aquilani
e degli abruzzesi

No alla repressione

No alle ruberie del comitato del malaffare

Per una ricostruzione solidale
e rispettosa dei bisogni delle persone
 

Migliaia di persone de L'Aquila e dell'Abruzzo si sono riversate a Roma per manifestare sotto i Palazzi del potere politico tutta la propria indignazione per la situazione che è stata loro imposta dopo il terremoto. Hanno dato vita a una grande mobilitazione popolare pacifica e compatta, che segue alle manifestazioni de L'Aquila degli ultimi mesi e a quella moltitudinaria del 16 giugno. Si sono trovati di fronte l'arroganza del governo e l'atteggiamento minaccioso delle forze dell'ordine che, dopo aver bloccato due volte e per lungo tempo il corteo che si muoveva per raggiungere il Parlamento, hanno manganellato alcuni manifestanti, ferendo un giovane alla testa.
Come Socialismo rivoluzionario siamo solidali con la gente dell'Abruzzo e con la sua lotta, con la sua esigenza di una ricostruzione che metta al centro le esigenze delle persone, così come lo siamo stati sin dal primo giorno sostenendo la volontà di tante persone di decidere sulla ricostruzione e denunciando la militarizzazione attuata da Berlusconi e Bertolaso, con l'assenso di tutte le forze politiche. Così oggi denunciamo ogni intento repressivo rivolto contro la protesta delle persone de L'Aquila. Sono manganellate che difendono gli sporchi affari che politici e palazzinari hanno fatto e stanno facendo sulla pelle della gente. Difendono l'impunità di chi ha costruito case e ospedali inadeguati e destinati a crollare seppellendo le persone che vi erano dentro.
Se i mass media asserviti al governo (e non solo quelli) hanno dipinto l'immagine fasulla di una città ricostruita, con le New Town berlusconiane, e di una popolazione i cui bisogni erano rispettati e garantiti, la realtà è quella di un territorio e una comunità che, dopo aver vissuto la tragedia del terremoto, hanno subito l'assalto del comitato del malaffare, degli sciacalli del governo, della politica e dell'economia. Mentre gli scandali per le ruberie e le truffe si moltiplicano, smascherando l'operato del governo e dei vertici della Protezione civile e di tanti imprenditori a loro collegati, viene imposto alla gente, che molto spesso ha perso casa e lavoro, di tornare a pagare tasse e mutui. Decine di migliaia di aquilani e abruzzesi stanno lottando con il governo e la sua "ricostruzione" truffaldina. Sosteniamo questa lotta e invitiamo a costruire la massima solidarietà attorno ad essa. Ne ha bisogno la gente de L'Aquila e dell'Abruzzo per poter ricostruire in modo solidale e rispettoso delle esigenze delle persone, liberandosi dagli imbrogli del governo e dei suoi compari.

7 luglio ore 15

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Roma, 1° Luglio


Piazza Navona contro la Legge bavaglio
 

Presenti diverse migliaia di persone, ma Piazza Navona non si è riempita come forse prevedevano gli organizzatori.
L'intento della Federazione della stampa (FNSI) era di dire no ad un ddl del governo Berlusconi teso ad inasprire ancora di più le condizioni per la libertà di stampa e d'informazione. Migliaia di persone indignate hanno risposto all'appello a Roma ed in altre città.
Ma la realizzazione della giornata di protesta ha ancor più messo in luce contenuti e metodi dei promotori che non condividiamo affatto e che vogliamo denunciare: riteniamo siano di ostacolo alla possibilità di una informazione migliore, più utile, plurale e libera.
Dal palco di Roma si sono susseguiti interventi di segno completamente opposto e tra loro non conciliabili. Le coerenti e coinvolgenti denunce contro i crimini della polizia di Patrizia Moretti (madre di Aldro) ed Ilaria Cucchi, giustamente applaudite, sono state seguite senza soluzione di continuità dall'intervento dei sindacati di Polizia, altrettanto applaudito. O ancora, la denuncia puntuale degli abitanti de L'Aquila contro le prepotenze e la corruzione del gioverno Berlusconi è stata bellamente integrata da ipocriti appelli alle forze di governo, dalla Lega a Fini, perchè si oppongano alla legge bavaglio. Non casualmente, la manifestazione è stata aperta dal lugubre inno di Mameli, concepito come motivo italiota unificante di ogni differenza.
La Comune era presente a Piazza Navona rivendicando la libertà di espressione e di critica anche verso gli organizzatori. Anzitutto sui contenuti, “liberiamo l'informazione”, partendo dal principio della totale libertà di stampa e di espressione contro qualunque tipo di censura e di bavaglio, anche contro quelli già agenti nell'attuale sistema dell'informazione, tanto con il monopolio di Berlusconi quanto con gli altri monopoli che si dicono antiberlusconiani.
Denunciamo con chiarezza i metodi censori propri anche degli organizzatori: a Milano, come si spiega nel nostro comunicato stampa “Bavagli di governo e bavaglini della presunta opposizione” (qui sotto riportato) è stata chiamata la polizia per allontare la presenza di uno stand de La Comune, ritenuta una voce scomoda. Non c'è che dire, una vergognosa prova di “libertà” di stampa, contro uno dei pochissimi giornali totalmente autofinanziati ed indipendenti dallo Stato e dagli altri potentati. Un'ulteriore conferma che essere contro la Legge bavaglio non significa necessariamente essere per la piena ed insindacabile libertà di stampa e di espressione. La Comune è stata impegnata nelle piazze in un'opera di dialogo e chiarificazione su proposte e contenuti volti ad affermare la libertà di espressione ed anche di critica sempre ed ovunque, per tutti: ciò ci ha permesso di incontrare e condividere queste esigenze con molte persone, di diffondere oltre mille copie de La Comune, di realizzare un momento di discussione assembleare in Piazza Navona per discutere insieme dell'impegno e della lotta per liberare l'informazione e come proseguirli, fuori dal sistema della politica e della sua informazione, che ha molteplici bavagli nel suo codice genetico.
2 luglio, ore 13
 

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Comunicato stampa

Bavagli di governo e bavaglini della presunta opposizione


1° luglio manifestazione contro la “legge bavaglio” anche a Milano. Socialismo rivoluzionario e La Comune vi partecipano preparando la manifestazione ed allestendo un gazebo con il proprio giornale, cartelli ed i libri di Prospettiva Edizioni. La Comune infatti ha messo al centro e non solo in questo numero, l’impegno per “liberare l’informazione”. Ma evidentemente per alcuni organizzatori del presidio milanese facenti riferimento alla associazione “Qui Milano libera” ed al Partito Democratico, si può affermare di essere contro la legge bavaglio di Berlusconi e mettere il bavaglio a propria volta verso altri. Infatti agli attivisti di Sr ed ai diffusori de La Comune viene intimato di allontanarsi, chiedendo alla Digos di intervenire. La motivazione urlata da questi nuovi censori è che avendo chiesto loro l’autorizzazione del presidio, doveva esserci solo la  loro voce.
Evidentemente è una conferma di ciò che abbiamo scritto sulle pagine di questo numero: “(..) siamo in piazza il 1° luglio per difendere la libertà di stampa contro ogni censura, pur essendo critici verso gli stessi promotori che propongono contenuti sostanzialmente interne alle logiche sistemiche (..)”
Le centinaia di copie de La Comune diffuse - nonostante la prepotenza subita - a tanta gente nella manifestazione, curiosa e partecipe, sono state la migliore risposta alla prevaricazione. Ci muoviamo su di una logica diversa da quella del divisionismo dei politici, e sappiamo perciò che possiamo far valere le nostre ragioni e la forza di queste idee, e rappresentare un punto di riferimento per chi cerca di liberare veramente l’informazione.

1 luglio 2010 ore 20.00



Socialismo rivoluzionario
federazione di Milano



 
 

 

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25 giugno 2010 sciopero generale

primi segnali di reattività

 

Un milione di persone dichiara la Cgil hanno partecipato alle manifestazioni regionali organizzate in occasione dello sciopero generale- mentre non è ancora conosciuto il dato di adesione allo sciopero che non coincide meccanicamente con la partecipazione al corteo. Sicuramente si tratta di cifre non corrispondenti alla realtà- ormai negli ultimi anni esiste una vera e propria rincorsa a raddoppiare e triplicare la reale presenza delle persone- ma quello che sicuramente abbiamo sentito nelle piazze è che si respirava un clima migliore. Piccoli segnali di reattività : maggiore partecipazione diffusa in ogni posto di lavoro, minore rassegnazione, più combattività e voglia di reagire, una voglia di scendere in piazza non solo e tanto per dire no alla finanziaria, ma per rivendicare diritti e libertà. Questo è quello che si sentiva nelle piazze.

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Buone novità

i risultati del Secondo convegno
di StopRazzismo

Roma,19-20 giugno

 

 

Il percorso di StopRazzismo ha visto un importante passaggio nel suo secondo convegno nazionale, svoltosi a Roma lo scorso fine settimana. Poco più di sei mesi dopo la manifestazione nazionale antirazzista del 17 ottobre i contenuti radicali della piattaforma sulla quale fu convocata – in coerenza con quelli della manifestazione del 4 ottobre 2008 a Roma, che diede vita a StopRazzismo – si sono confermati come asse portante delle possibilità di ampliare l’interlocuzione e il coinvolgimento. La questione centrale dell’accoglienza per tutti gli immigrati e le immigrate e della solidarietà come valore centrale su cui costruirsi sono emersi nei diversi momenti di dibattito e hanno caratterizzato i progetti e le decisioni prese nell’assemblea conclusiva di domenica. Arricchito dalla presenza di comitati solidali di artisti che hanno allestito mostre fotografiche e allietato la serata, il convegno si è aperto con un incontro, coordinato dall’ avvocato Michele Giammario, tra giuristi e persone solidali – tra i quali Fabio Marcelli di Giuristi democratici, Luciano Santoianni e Maria Eugenia Mongini avvocati dell’Associazione 3 febbraio, Antonella D’Annucci dell’Associazione avvocati di strada,  finalizzato alla costituzione di un soccorso solidale legale per il quale è già convocato un prossimo appuntamento sabato 16 ottobre 2010 a Roma.

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Ultimo Numero - 151

Numeri Precedenti

Utopia Socialista

Corrente di pensiero per un umanesimo socialista (per l'autoemancipazione della specie umana).

Nel sito, i principali testi di riferimento e informazioni sulla Casa della Cultura (Vallombrosa, Firenze).