piazza Tahrir nuovamente gremita,
| 25 January 2012
piazza Tahrir nuovamente gremita,
manifestazioni in tutto l’Egitto
la vitalità della rivoluzione
Piazza Tahrir è piena. Persone comuni, dai quartieri dell’immensa metropoli, affluiscono in decine di cortei o a gruppi; alla fine sono centinaia di migliaia in piazza, nella loro piazza così ricca di umanità e di significati. Oggi, un anno fa, cominciavano i 18 giorni di mobilitazione che hanno portato alla caduta di Mubarak, capo incontrastato dell’esercito e dello Stato per circa trent’anni. Milioni di donne e di giovani, di anziani e di bambini hanno sfidato la paura inventando uno spazio di libertà, si sono uniti conoscendosi e dialogando, hanno cominciato ad apprendere la propria forza pacificatrice difendendosi da quella assassina del regime, hanno cominciato a cambiare la propria vita direttamente.
La rivoluzione della gente comune è viva e presente, in Siria e di nuovo in Egitto, perché la manifestazione di oggi va ben oltre la commemorazione rituale; piuttosto, essa esprime una determinazione a cambiare la vita davvero, a non accontentarsi di avvicendamenti al vertice, a non delegare semplicemente alle urne il proprio futuro. Molti sono in piazza esprimendo allo stesso tempo consapevolezza ed orgoglio, ma anche rabbia e determinazione. Lunghi striscioni recitano dai balconi i nomi dei martiri, parenti ed amici vogliono giustizia; sono in molti a riprendere lo slogan di una seconda rivoluzione per strappare ai militari il potere ingenuamente consegnato nelle loro mani un anno fa.
La giornata di oggi è un monito alla Giunta militare, costretta sulla difensiva. Essa si è macchiata di odiosi crimini prima e dopo la caduta del raìs: nell’ultimo anno un centinaio di manifestanti uccisi e molti di più feriti, migliaia processati da tribunali militari e incarcerati. Oggi i suoi vertici si nascondono dietro l’indiscussa autorità della rivoluzione e dichiarano il ritiro dello stato d’emergenza. A loro volta i Fratelli musulmani, vincitori alle elezioni, cercano di ridurre il significato di questa mobilitazione ad una festa: più volte hanno dichiarato la loro contrarietà ad una “seconda rivoluzione”, parola d’ordine di tante avanguardie. Siamo con questi ultimi, per la cacciata della giunta assassina e per lo sviluppo della rivoluzione.
La giornata di oggi ci dice di risorse ancora generosamente intatte, di ulteriori, possibili accelerazioni. Ma qualunque sia il futuro prossimo dell’Egitto, la rivoluzione della gente comune, dalla Tunisia alla Siria passando dall'Egitto, è un cambio coscienziale di enorme portata.







