11 May 2012
No al terrorismo reazionario
A cinque giorni dall’attentato di Genova al dirigente Ansaldo Roberto Adinolfi – colpito e ferito alle gambe – è stata recapitata alla redazione milanese del Corriere della Sera la rivendicazione di un gruppo che si è firmato Federazione Anarchica Informale.
Dopo giorni in cui sono state fatte le più svariate e torbide ipotesi, alla fine sembrerebbe emergere il timbro di questo gruppo terrorista come responsabile dell’attentato. Nel volantino di rivendicazione c’è una macabra esaltazione del “piacere” di colpire una persona, peraltro disarmata e colpita alle spalle.
Non è la prima azione di questo gruppo, ma è la prima volta che questa formazione colpisce direttamente una persona evocando simbolicamente i luoghi dove hanno cominciato la loro nefasta opera le bande reazionarie delle Brigate Rosse.
Una rivendicazione – tra l’altro – che utilizza la sigla storicamente appartenuta agli anarchici italiani della FAI, con i quali solidarizziamo, che più volte hanno sconfessato in passato questo gruppo diffidandolo dall’usare questa sigla.
Gli autori della rivendicazione auspicano lo sviluppo di una ripresa del terrorismo in Italia usando strumentalmente la crisi e le condizioni di vita della nostra gente. Come abbiamo sempre affermato il terrorismo ha una logica omicida e totalmente speculare verso i nemici che dichiara di combattere, contribuisce all’inasprimento della repressione statale ed è sempre contro la gente comune e le sue aspirazioni. Il terrorismo, per logica e obiettivi, è totalmente contrapposto agli intenti di autoattività ed autorganizzazione dal basso e di unione in chiave solidale. Perciò è necessario denunciarlo e smascheralo in ragione di un impegno indipendente dallo Stato e dagli oppressori fondato sul protagonismo diretto e sull’autoattività delle persone.















