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piazza Tahrir nuovamente gremita,
manifestazioni in tutto l’Egitto

la vitalità della rivoluzione

 
Piazza Tahrir è piena. Persone comuni, dai quartieri dell’immensa metropoli, affluiscono in decine di cortei o a gruppi; alla fine sono centinaia di migliaia in piazza, nella loro piazza così ricca di umanità e di significati. Oggi, un anno fa, cominciavano i 18 giorni di mobilitazione che hanno portato alla caduta di Mubarak, capo incontrastato dell’esercito e dello Stato per circa trent’anni. Milioni di donne e di giovani, di anziani e di bambini hanno sfidato la paura inventando uno spazio di libertà, si sono uniti conoscendosi e dialogando, hanno cominciato ad apprendere la propria forza pacificatrice difendendosi da quella assassina del regime, hanno cominciato a cambiare la propria vita direttamente.
La rivoluzione della gente comune è viva e presente, in Siria e di nuovo in Egitto, perché la manifestazione di oggi va ben oltre la commemorazione rituale; piuttosto, essa esprime una determinazione a cambiare la vita davvero, a non accontentarsi di avvicendamenti al vertice, a non delegare semplicemente alle urne il proprio futuro. Molti sono in piazza esprimendo allo stesso tempo consapevolezza ed orgoglio, ma anche rabbia e determinazione. Lunghi striscioni recitano dai balconi i nomi dei martiri, parenti ed amici vogliono giustizia; sono in molti a riprendere lo slogan di una seconda rivoluzione per strappare ai militari il potere ingenuamente consegnato nelle loro mani un anno fa.
La giornata di oggi è un  monito alla Giunta militare, costretta sulla difensiva. Essa si è macchiata di odiosi crimini prima e dopo la caduta del raìs: nell’ultimo anno un centinaio di manifestanti uccisi e molti di più feriti, migliaia processati da tribunali militari e incarcerati. Oggi i suoi vertici si nascondono dietro l’indiscussa autorità della rivoluzione e dichiarano il ritiro dello stato d’emergenza. A loro volta i Fratelli musulmani, vincitori alle elezioni, cercano di ridurre il significato di questa mobilitazione ad una festa: più volte hanno dichiarato la loro contrarietà ad una “seconda rivoluzione”, parola d’ordine di tante avanguardie. Siamo con questi ultimi, per la cacciata della giunta assassina e per lo sviluppo della rivoluzione.
La giornata di oggi ci dice di risorse ancora generosamente intatte, di ulteriori, possibili accelerazioni. Ma qualunque sia il futuro prossimo dell’Egitto, la rivoluzione della gente comune, dalla Tunisia alla Siria passando dall'Egitto, è un cambio coscienziale di enorme portata.
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Mozione votata dall’Assemblea di federazione siciliana

 
L’Assemblea di federazione siciliana sostiene la protesta in atto in Sicilia, che vede una significativa partecipazione popolare e che si batte per la difesa e il miglioramento delle condizioni di vita contro le prepotenze del governo, pur criticando problemi e contraddizioni della protesta stessa. Ci ri-orientiamo grazie alla discussione e alla presa di posizione del Coordinamento nazionale attività primarie ed elementari (che consideriamo un primo e corretto inquadramento del processo in atto) e l’inizio di riflessione tra di noi; ci impegniamo anche a conoscere più profondamente e direttamente la protesta.
(approvata con un’astensione)
Palermo 21/01/2012
 
La posizione espressa dall'assemblea regionale siciliana del 21 gennaio in merito alle proteste degli autotrasportatori e di altri settori popolari che in questi giorni stanno attraversando l'isola, sopra pubblicata, esplicitamente supera il precedente pronunciamento della direzione locale, pure presente sul nostro sito. Cogliamo l'occasione per esplicitare l'errore metodologico della direzione della testata che ha per alcune ore tolto dal sito quest'ultimo pronunciamento, per un intento che ha frettolosamente travisato quale fosse il modo più consono per tenere in conto perplessità e contrarietà espresse in merito da alcuni fra i nostri responsabili e collaboratori. La realtà è che si tratta di una protesta che si presenta con forme e contenuti in un primo momento per noi complessi da interpretare, su cui l'avvicendarsi delle valutazioni espresse sul sito ha costituito la possibilità di avanzare nella riflessione, fino all'ultimo testo votato da Sr in Sicilia, sopra appunto pubblicato.
La Redazione
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con la protesta della popolazione siciliana

contro le prepotenze governative e padronali

In Sicilia da cinque giorni è in corso una protesta popolare che sta paralizzando l’isola. Migliaia di pescatori, autotrasportatori, agricoltori, disoccupati si stanno mobilitando con presidi, manifestazioni, blocchi stradali. È una protesta che si va diffondendo e coinvolge diverse località dell’isola come Catania, Paternò, Priolo, Avola, Modica, Gela, Vittoria e altri paesi, mentre al momento Palermo è coinvolta più marginalmente.
Le ragioni di questa ribellione popolare sono sacrosante: le persone protestano contro il carovita, la crescita del prezzo del carburante e dei concimi, le misure emanate dal governo Monti e dalla giunta regionale che peggiorano le condizioni di vita, tanto più in Sicilia. Migliaia

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Contro il governo Monti e il caro vita

UNITI E SOLIDALI

Da alcuni giorni è in atto, in diverse città della Sicilia, la protesta di alcune migliaia di autotrasportatori, agricoltori, pescatori che stanno bloccando diversi incroci stradali con i Tir e facendo presidi in varie città. A Palermo, Catania e in altri centri dell’isola cominciano a scarseggiare gli approvvigionamenti di carburante e in taluni casi pure i beni di consumo. Le

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14 e 15 gennaio 2012, prime valutazioni

due giorni di solidarietà, lotta e proposta solidale

La manifestazione nazionale dei profughi e degli immigrati del 14 gennaio, organizzate dalla Associazione 3 febbraio, cui Sr ha dato il proprio deciso contributo, ha visto la partecipazione di migliaia di persone provenienti da decine di paesi diversi sfilare nelle strade di Roma fino a Piazza San Giovanni. La

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Ultimo Numero - 181

 

 

Foto 17 dicembre

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Utopia Socialista

Corrente di pensiero per un umanesimo socialista (per l'autoemancipazione della specie umana).

Nel sito, i principali testi di riferimento e informazioni sulla Casa della Cultura (Vallombrosa, Firenze).